martedì 5 giugno 2012

Con Venere contro


Suggestione: Melancholia Lars von Trier

Se sei un catastrofista questo è il tuo anno. Hai dalla tua parte i Maya, anche Venere si è allineata per te con il sole, poi c’è quella terra che trema, ha tremato e molti giurano che ancora tremerà.

Se hai una profezia nel cassetto questo è il momento giusto per sfoderarla. Ti costruiranno un plastico dell’area e dei modellini per simulare il tuo evento.

Se ti piace seminare il panico e riempire le orecchie dei tuoi amici con teorie truculenti, cogli l’attimo e non essere timido, potresti essere tu la star.

Il pianeta gemello della terra sta aspettando di uscire dalle quinte, è in attesa dell’applauso degli spettatori.

Scegli di essere tra il pubblico o di dirigere lo spettacolo dalla regia, scegli se vivere la tua vita ora o far progetti a lungo termine. Chiedi un prestito che non puoi ripagare e vestiti come un Re senza rimorsi. Bevi sconsideratamente e ama come se non ci fosse un domani.

Se poi la tua previsione risulterà errata, pazienza, se non altro te la sarai goduta? Goditi quest’anno catastrofista errante, perché questo è il momento che hai sempre aspettato.


martedì 15 maggio 2012

La signora purga tutti



Suggestione: La signora ammazza tutti, 1994 Kathleen Turner

Avvistata 60 enne con un’enorme peretta da purga su un autobus milanese, fermarla è importante, sta tornando a casa da suo marito.

Sarà perché è periodo di 730 e dichiarazione dei redditi, sarà che il governo sta tassando anche l’aria, ma le purghe tornano di moda.  Temo che la signora, dotata di borsa Prada, si sia portata avanti, per stare al passo con i tempi.
Espiamo per quelle colpe che non sono mai loro, e intanto chi può si adatta. Bisogna guardare il lato positivo delle cose, il risvolto della medaglia nasconde grandi soddisfazioni.

Ci teniamo in ottima forma fisica: la dieta stretta e le pedalate forzate causa carburante alle stelle regalano un figurino asciutto e impeccabile, in piscina questo agosto creperanno tutti d’invidia.
Scopriamoci amanti del vintage e del grunge:  spolvera anche tu la maglietta della mamma, quella c on i glitter anni 80, e non curarti delle scarpe malconce, c’è chi paga per averle così.

Apriamo i nostri orizzonti culturali: al posto dell’happy hour fighetto, beviamoci una birra al parco.
Socievoli e astuti:  ogni evento gratuito cittadino è il nostro pane (nel vero senso della parola)  mi hanno raccontato di persone satolle appostate come falchi davanti al buffet del salone del mobile. E poi le chiacchiere sotto una torre occupata ci fanno tornare giovani e pieni di sogni.

Recuperiamo quel contatto speciale con la natura:  quest’anno a Loano andiamoci in tenda altro che pensione a 3 stelle.

Riscopriamo il nostro spirito da investitori: conosciamo a memoria il bilancio domestico e i saldi vantaggiosi di almeno 3 banche, spostare un conto può farci guadagnare quei 2 o 3 euro annui in più.

Il fai da te è più genuino e salutare:  la torta nuziale la facciamo con la panna spray e il ricevimento con i coupon dei gruppi d’acquisto.

La signora sarà già a casa, a caricare la sua arma diabolica, routine quotidiana che…bisogna dirla tutta…alla lunga stanca.

sabato 12 maggio 2012

Il club dei 29



Ho passato l’anno scorso a pensare di esserci già dentro, forse il mio inconscio mi preparava e mi proteggeva, poi ad aprile, il pensiero è divenuto realtà, senza troppi traumi, apparentemente.
Ero dentro, nel club dei 29, la soglia prima dei 30 anni intendo.
Il giorno dopo, un mese e un giorno fa, ho realizzato: "Questo sarà l’ultimo anno dei venti". Tutti questi numeri ora fanno un po’ paura. Compiere 30  anni in questi anni fatti di crisi economica, crisi sociale, crisi d’identità.

“L’anno prossimo divento adulta”, mi sono detta quasi incredula, davanti allo specchio, ricordandomi  felice il giorno della mia prima laurea.
Si pensa alle coetanee indipendenti, alle donne con la valigia, quella vera, quella fatta di affetti lontani, radici solide e amici di passaggio. Penso a quelle già "accasate", le sposate, le tenere e forti neo mamme.
Io non rientro in nessuna di quelle categorie. Lavoro fisso, non pagato benissimo, tante idee molte confuse.

La mia valigia è fatta di progetti un po' sconclusionati, dubbi e incertezze. In quest’anno voglio metterci dentro un sacco di accessori nuovi o ritrovati:
  • l’ardore
  • la perseveranza
  • l’intraprendenza
  • il rischio
Dobbiamo metterci per forza dentro almeno 2 parti di rischio, perché ho capito che se non c'è quello non si parte, non veramente.

Oggi è il compleanno di un'amica, a lei e a me che scrivo, voglio regalare questo pensiero: dobbiamo ricordarci di preparare la nostra valigia bene, con dentro l’insensatezza dei vent’anni, i nostri sogni che abbiamo messo infondo al cassetto, i pigiami comodi della maturità e la saggezza che ci siamo coltivate, un po' di spensieratezza e libertà, quella dose di fiducia che ci hanno fatto dimenticare, le nostre camicie pulite fatte di virtù, i nostri maglioni pesanti di testardaggine.

E quella maglietta fine di pura pazzia da mettere nei giorni giusti, con il vento fresco del mare.

Buon viaggio verso i 30, che noi abbiamo già deciso saranno 29 ancora…ancora per un altro anno, o forse di più!

domenica 6 maggio 2012

La finestra sul cortile


Il mio cortile da su un hotel. A volte è curioso sbirciare dalle finestre delle persone di passaggio. A parte i patiti del calcio, chiassosi che si fermano a Milano solo per vedere la partita, ci sono tante vite che passano solo per una notte o poco più. 

Coraggiosi inquilini che si lasciano ascoltare mentre riversano al telefono i loro drammi, spavaldi in maglietta che sfidano la neve d’inverno per una sigaretta.

Ingenui in mutande che pensano di esser soli e si scoprono nell’intimità.
Amanti rilassati, affacciati a prendersi una pausa. E io, nascosta o no, tra le tende che vivo le mie giornate da qui.

L’unica differenza tra me è loro? Loro ripartono, io resto.

domenica 1 aprile 2012

La nostra invasione


Quando i marziani se ne andarono, l’atmosfera della Terra tornò ad essere quella di prima, l’aria piena di smog riprese a riempirci i polmoni e noi ripetevamo allo stremo che nulla sarebbe più stato come prima ma era una bugia.
Le armi esauste dopo la lotta sembravano essere state messe a riposo per anni, ma poi immancabilmente ci dimenticammo subito di quella strana storia. Di quell’invasione durata troppo poco e la paura fu un ricordo lontano.
Eppure, in un angolo nascosto qualcuno aveva deciso di ricominciare di nuovo, di lasciar perdere tutto e partire da capo, da quel giorno, quando il sole splendeva mite e una brezza fresca, saporita di fiori e di mare aveva pervaso l’atmosfera, sconvolgendo le narici e scompigliandoci i capelli.
Pigra la sera tardava ad arrivare e tutti esitavamo nel rientrare a casa, stupefatti per quella pace che di colpo ci aveva rapito lo sguardo e anche il cuore.
Era stato quel fatto a far cambiare idea a quei pochi eletti che decisero di riprendere le fila dell’esistenza da lì, da quel pomeriggio strano in cui i marziani arrivarono per mettere apposto tutti i nostri casini...

martedì 20 marzo 2012

La parola si consuma



All’inizio c’erano i libri, diventare scrittrice era un sogno fantastico, un’elite per pochi,  piena di fascino ed eccentricità. Le pagine erano tante, parole misurate, frasi compiute, il rigore dei paragrafi, la soddisfazione dei capitoli. L’incipit, la prefazione, la dedica…

Poi sono arrivati i blog, democratica rivincita, essere blogger prima era cool, poi la normalità. Adesso è quasi noia, per le troppe parole messe in rete, lette velocemente, senza soffermarsi sullo stile e la confezione. Si scrive tanto, si scrive quasi ogni giorno, poi di meno …

Con twitter ti sono concessi solo 140 caratteri,l’azione immediata, il pensiero di un attimo, svanito, perso. È come scrivere nel nulla, per me è anche un sfogo gettato nel mare. Troppi link che rimandano a blog, che sponsorizzano libri, che racchiudono mondi in tutto il pianeta. Tanta fatica…si ci perde dopo pochi click.

Facebook è affermativo, è un ritorno all’usanza romana del pollice  alzato, ma di quello verso nessuno se ne cura. Diritto al piacere e non al dissenso. Riciclo di stupidate, cazzeggio, piccolo mondo fatto di amici sconosciuti e finte prospettive d’incontro.

Ora Pinterest…basta una foto, anche non tua.

La parola è una fiamma che arde in tutti, anche se si accorcia, si adatta, si trasforma.
Alla fine la parola si consuma.

martedì 13 marzo 2012

Donne sull'url



Scova la notizia, origlia un mood, scrivi un post, aggiorna il profilo, condividi il link, twitta con me? Twitta che? 

A un certo punto non sai più se vorresti urlare BASTA o ANCORA? Perché ognuna di noi è schiava della propria droga, oppure la droga è semplicemente la nostra vita.

Siamo schizofreniche e scostanti, proprio come nelle relazioni, quando pensiamo di aver esagerato, di doverci ridimensionare un po’, cediamo e ne pretendiamo ancora, perché ormai siamo animaletti della rete? Ci sguazziamo tra le maglie o siamo intrappolate?

9 ore di ufficio, 45 minuti di traffico ed eccoci ancora davanti a uno schermo, spesso in tutto questo tempo la nostra connessione non si è mai spenta, sempre online, sempre available. Ecco il mio ritratto e quello di un sacco di donne come me, sull’url di una crisi di nervi, ma pur sempre sull’url.

Quello che potete leggete nelle pagine antecedenti a questo post, sono frutto di più di un anno di scrittura su una piattaforma: splinder che ora non c’è più. Sono in ordine sparso, così come di fretta le ho potute salvare, quelle parole che mi hanno accompagnato tra giornate incasinate in ufficio, tragitti in autobus, scoperte, camminate nella mia città e riflessioni.

Come allora anche oggi sono una “copywriter alla ricerca della felicità…perché se per lavoro la parola è in vendita, nella vita è tutta un’altra cosa.